Impugnabilità della delibera del Consiglio d’Amministrazione nel caso di progetto di bilancio viziato.

Il disposto di cui all’art. 2423 bis cod.civ. (nonché il rispetto dei principi contabili) impone che la bozza di bilancio presentata dal Consiglio d’Amministrazione sia redatta nel rispetto dei principi di verita’, correttezza, prudenza e chiarezza. E’ essenziale, inoltre, che sia adottata secondo il principio della prevalenza della sostanza sulla forma. E’ evidente, quindi, come la delibera di adozione in esecuzione di una bozza viziata sia invalida. Il Consiglio d’Amministrazione, evidentemente, sara’ tenuto a predisporre un nuovo progetto di bilancio che sia esente da vizi.
L’osservanza degli esposti principi permea la redazione del bilancio di esercizio che in una Società per Azioni coinvolge molteplici soggetti. Il bilancio, infatti, deve essere redatto considerando la necessità di evidenziare gli effetti delle operazione nei rapporti tra società e parti correlate.

L’impugnabilità della delibera d’approvazione della bozza di bilancio da parte del Consiglio d’Amministrazione deriva dal combinato disposto degli artt. 2388, comma 4 (validità delle deliberazioni del consiglio) e 2378 c.c. (procedimento d’impugnazione). Entrambe le norme possono essere considerate di carattere generale ed in quanto tali suscettibili di applicazione alle delibere di un Consiglio d’Amministrazione. L’ammissibilità della sospensione deriva, poi, dalla mancanza di un esplicito divieto legislativo in tal senso, ma soprattutto dal considerare che la delibera adottata dal Consiglio d’Amministrazione che ha approvato un progetto di bilancio è eseguibile, trattandosi di parte che integra il procedimento di approvazione del bilancio.

L’impugnazione dell’esecuzione della delibera di approvazione del progetto di bilancio da parte del Consiglio d’Amministrazione consente una tutela anticipata al momento dell’approvazione consiliare, presentando aspetti che coinvolgono il bilanciamento degli interessi di tre differenti soggetti: la società, i soci, i terzi.

Non discutibile è il coinvolgimento specifico della società. Essa ha interesse a presentare alla propria assemblea dei soci un progetto di bilancio conforme ai principi di legge. Si tratta di un interesse volto ad evitare conseguenze giuridiche rilevanti. Gli effetti lesivi sono da ravvisare nell’approvazione da parte dei soci di un bilancio illegittimo con potenziale declaratoria di nullità della delibera assembleare. Non bisogna dimenticare, poi, come un bilancio redatto contra legem esponga la società a potenziali azioni di risarcimento danni promossi dai soci di minoranza.

L’interesse della società è da ritenersi prevalente e non contrasta l’interesse generale dei terzi (certamente meritevole di tutela). Il terzo, infatti, deve fare affidamento sull’attendibilità e correttezza del bilancio d’esercizio, al fine di effettuare le valutazioni che ritengono opportune prima di entrare giuridicamente in contatto con la società.

Non ultimo è l’interesse dell’amministratore in disaccordo. Quest’ultimo, infatti, ha interesse a manifestare il dissenso in modo da tutelarsi da potenziali azioni di responsabilità.

Massimiliano Caruso

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