Revoca della proposta e proposta irrevocabile.

1. Revoca della proposta.

–      Natura giuridica. Art. 1328 c.c. > “La proposta può essere revocata finché il contratto non sia concluso (…)”. È discussa la natura negoziale o meno dell’atto di revoca della proposta (la quale è, aderendo all’orientamento preminente, atto pre-negoziale). Si preferisce l’orientamento positivo, argomentando dalla valutazione degli effetti scaturenti dall’atto in esame (consistenti nel rendere non possibile la conclusione del contratto, se non a mezzo di una nuova proposta seguita sempre da accettazione.

–      Recettizietà > alcuni dubbi sono sorti in merito al carattere (eventualmente) recettizio dell’atto in esame. Mentre nessun problema si pone per la revoca dell’accettazione (la cui recettizietà è appalesata dalla lettera dell’art. 1328.2 c.c.), è dato ravvisare due orientamenti in merito alla revoca della proposta.

a)      Il carattere recettizio mancherebbe, secondo la tesi prevalente, nell’ipotesi di revoca della proposta, la quale produrrebbe effetto dal momento della emissione. Due gli argomenti a sostegno dell’esposto orientamento. In primis, l’art. 1328.2 c.c. prevede la recettizietà della revoca dell’accettazione rimanendo silente in merito alla revoca della proposta. In secundis, si cita il principio consensualistico come cardine del nostro ordinamento giuridico (al momento della conclusione del contratto entrambe le parti devono essere intenzionate a concluderlo, pena il non perfezionamento dello stesso).

b)      In senso assolutamente opposto, si pongono autorevoli autori, i quali argomentano dall’art. 1335 c.c. il quale, non lasciando adito a dubbi, qualifica anche la revoca della proposta come recettizia. In merito al principio consensualistico, si afferma che non sempre la volontà delle parti deve essere presente nel momento perfezionativo dell’accordo, come si evince anche dall’art. 1329.2 c.c. (per il quale la proposta irrevocabile non è caducata dalla morte o dalla sopravvenuta incapacità del proponente).

–      Forma.

a)      La prevalente giurisprudenza, in ossequio al principio della libertà di forma (è di natura eccezionale ogni norma che impone una forma determinata), propende per la non necessaria formalità della revoca della proposta e dell’accettazione.

b)      È preferibile l’orientamento che, in ossequio al principio di simmetria (atti identici e contrari), propende per la necessaria medesima forma dell’atto da revocare, da parte della revoca e degli atti risolutori in genere.

 

2. La proposta irrevocabile.

–      Definizione. Art. 1329 c.c. > “Se il proponente si è obbligato a mantenere ferma la proposta per un certo tempo, la revoca è senza effetto. In tal caso la morte o la sopravvenuta incapacità del proponente non toglie efficacia alla proposta, salvo che la natura dell’affare o altre circostanze escludano tale efficacia”.

–      Natura Giuridica.

a)      Teoria della duplice dichiarazione > la proposta irrevocabile pone in essere due atti giuridici connessi (una proposta e un contestuale negozio giuridico di rinunzia al potere di revocare la proposta). Contra > L’art. 1329 c.c. prevede non solo la rinunzia alla facoltà di revoca, ma anche l’irrilevanza della morte o incapacità sopravvenuta del proponente.

b)      Teoria (preferibile) dell’unico atto negoziale >  la proposta irrevocabile è un atto unitario, con natura negoziale e non pre-negoziale (in quanto produce effetti “definitivi” quali l’irrevocabilità).

–      Effetti. Alcuni autori negano l’efficacia obbligatoria della proposta irrevocabile argomentando dall’astrusità della previsione, da un lato dell’imposizione di un obbligo di non revocare, dall’altro della non efficacia della eventuale revoca, comunque, posta in essere. La proposta irrevocabile non creerebbe obbligazioni, ma posizioni di potere/soggezione.  Tale orientamento, a ben vedere, potrebbe assumere un qualche rilievo per l’ipotesi di revoca espressa, ma non per la revoca tacita (se il proponente aliena il bene ad un terzo, l’oblato avrà diritto al risarcimento del danno proprio sulla base dell’obbligo assunto).

–      Termine. Come si desume sin dalla lettera dell’art. 1329 c.c., il termine al quale ancorare la ”fermezza” della proposta è un elemento essenziale. In assenza la proposta non può che considerarsi semplice, non potendosi supplire col ricorso ad altri meccanismi suppletivi (non analogicamente all’art. 1183 c.c., che ha riguardo non alla formazione, ma all’esecuzione; non all’art. 1331 c.c. stante la sua eccezionalità; non all’art. 1326 c.c. il quale concerne l’oblato e non il proponente).

–      Figure affini. La proposta irrevocabile non va confusa con l’opzione.

a)      L’opzione è un contratto, la proposta irrevocabile un atto unilaterale recettizio.

b)      La proposta irrevocabile acquista efficacia quando perviene a conoscenza del destinatario, l’opzione è conclusa quando chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione.

c)       Solo nell’opzione può esservi un corrispettivo vista la natura giuridica della proposta irrevocabile.

d)      Solitamente l’interesse cui sottende la proposta irrevocabile è quello del concedente (agevolare la conclusione del contratto), mentre quello alla base dell’opzione è dell’oblato (concedersi del tempo per valutare la proposta).

e)      Il termine nella proposta irrevocabile è elemento essenziale risultando dalla lettere dell’art. 1329 c.c. (in mancanza la proposta sarebbe da ritenersi semplice). Nell’opzione può mancare ed essere fissato dal giudice (si ritiene che ove non fissato dal giudice l’opzione si prescriva allo scadere del decennio ex 2946 c.c.

f)       Non creando situazioni giuridiche la proposta non è cedibile a differenza dell’opzione che crea in capo all’oblato un diritto potestativo > il carattere personale rende in assenza di apposito patto non cedibile tale diritto, ma non si può escludere una pattuizione nel senso opposto. Nel qual caso si assiste alla scissione della dottrina in merito allo strumento  da adoperare: cessione del credito (il concetto di credito sarebbe comprensivo anche dei diritti potestativi); cessione del contratto (dottrina dominante). 

Massimiliano Caruso

 contactus@singulance.com

La proposta contrattuale è ampiamente trattata ne Il contratto in generale nell’attività negoziale. Casi, questioni e tecniche argomentative tra diritto nazionale ed internazionale.

 

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