Il divieto di alienazione.

–      Nozione (art. 1379 c.c.) > il divieto contrattuale di alienare ha effetto esclusivamente obbligatorio (non vincola i terzi) e non è valido ove non sia convenuto entro convenienti limiti di tempo e non sia rispondente ad un apprezzabile interesse di una delle parti.  Il grado – di interesse va determinato in funzione del limite temporale.

–      Effetti > meramente obbligatori (le alienazioni effettuate contro il divieto non generano responsabilità in capo al terzo acquirente, ma, esclusivamente, in capo all’alienante infedele. L’istituto è inserito nel capitolo sugli effetti del contratto a riprova della sua efficacia inter partes e non erga omnes.

–      Contenuto > rientrano nel divieto di alienazione:

a)      Il patto di non alienare ad alcun titolo, anche laddove il divieto sia circoscritto ad una sola persona.

b)      Il patto di non alienare ad solo e determinato titolo e ad una determinata persona.

Entrambi sono consentiti se limitati nel tempo e rispondenti ad un interesse apprezzabile.

–      Mancanza del termine > si è posto il problema se la mancanza (o eccessiva durata) del termine importino invalidità del patto o legittimino un intervento giudiziale. Prevale (e si preferisce) la tesi dell’invalidità (nullità, violandosi una norma imperativa), alla luce del fatto che le norme che abilitano un intervento giudiziale sono eccezionali, ed in quanto tali, non applicabili analogicamente.

–      Divieto di alienazione testamentario > l’art. 692, originariamente, qualificava come nulla ogni disposizione con la quale il testatore  proibiva all’erede di disporre, per atto tra vivi o di ultima volontà, dei beni ereditari. La disposizione è stata soppressa e tale soppressione ha dato adito a dubbi. La dottrina dominante, alla luce della soppressione dell’ultimo comma dell’art. 692, non mette in dubbio la possibilità di apporre un divieto di alienazione (l’erede o il legatario potrebbe, comunque, rifiutare alla disposizione, laddove non si voglia sopportare il divieto in esame). In mancanza di una norma espressa si dovrà, tuttavia, applicare analogicamente l’art. 1379 c.c. (quindi interesse apprezzabile e limiti di tempo).

–      Divieto di alienazione legalmente previsto > diritto dell’enfiteuta ex art. 965.3 e 4, diritto dell’usufruttuario ex art. 980.1 c.c., crediti di carattere strettamente personale ex art. 1260.2 c.c., le quote di s.r.l. ex art. 2479.1 c.c., le quote di società cooperative ex art. 2523.2 c.c.

–      Divieto di alienazione e prelazione > l’art. 1379 c.c. riguarda le obbligazioni di non alienare, la prelazione quelle di preferire (l’obbligato è libero di alienare, ma se aliena deve preferire). Non è necessaria l’apposizione di limiti di tempo nel patto di prelazione.

Massimiliano Caruso

 contactus@singulance.com

Il divieto di alienazione è ampiamente trattato ne Il contratto in generale nell’attività negoziale. Casi, questioni e tecniche argomentative tra diritto nazionale ed internazionale.

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