Trasformazione eterogenea da società di persone in impresa individuale. Corte d’Appello di Torino, 14 luglio 2010.

“La trasformazione eterogenea introdotta con la riforma del diritto societario, la quale consente la trasformazione di società di capitali in enti diversi e viceversa, è attuabile esclusivamente nelle ipotesi espressamente previste dall’articolo 2500 septies, codice civile, ipotesi che non possono essere estese in via analogica ad altre fattispecie. Non può quindi ritenersi ammissibile la trasformazione di una società di persone in un’impresa individuale, alla quale osta, oltre al richiamato dato normativo, la diversa natura della persona giuridica e della persona fisica, così come varie pronunce giurisprudenziali avevano rilevato in epoca precedente alla riforma.”

Commento.

La rilevanza della pronuncia in esame è da riscontrare nel rilievo (prettamente, anche se non esclusivamente, giurisprudenziale) della tipicità delle ipotesi di trasformazione legislativamente previste.
La riforma del diritto societario ha prodotto, sul punto, uno scontro tra dottrina (generalmente a favore di posizioni maggiormente liberali) e giurisprudenza (la quale, restrittivamente, ribadisce la tipicità delle ipotesi disciplinate dal codice), invertendo grossomodo le posizioni delle stesse rispetto al periodo pre-riforma.

Massimiliano Caruso

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