Presupposto essenziale del trust è che il disponente perda la disponibilità di quanto conferito in trust, al di là dei poteri che possano competergli in base alle norme costitutive. Ove la perdita di controllo dei beni da parte del disponente sia solo apparente, il trust è nullo (shame trust) ed in quanto tale non produce gli effetti segregativi che connotano l’istituto.  La Convenzione dell’Aja, con la previsione di cui all’art. 2, accoglie la massima di diritto consuetudinario normanno donner et retenir ne vaut: dare (donner) al trustee e poi trattenere (retenir) non vale. Non è quindi possibile che il disponente conferisca un’obbligazione fiduciaria al trustee senza, in realtà, avergliela conferita affatto, continuando a gestire i beni come se ancora fossero suoi. Un qualsiasi trust interno, anche se retto da leggi che come quella di Jersey, superando la regola donner et retenir ne vaut, in quanto assoggettato all’art. 2 della Convenzione non è riconoscibile. L’inesistenza, l’inefficacia o la nullità dell’atto istitutivo di trust è rilevabile d’ufficio.

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[Disciplina di riferimento]

(i) DL 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla Legge 221 del 17 dicembre 2012;

(ii) aggiornato con le variazioni apportate dal DL 28 giugno 2013, n. 76, convertito dalla Legge 9 agosto del 2013, n. 99;

(iii) integrato con le indicazioni interpretative introdotte dalle circolari 16/E dell’11 giugno 2014 dell’Agenzia delle Entrate e 3672/C del 29 agosto 2014 del Ministero dello Sviluppo economico;

(iv) aggiornato con le variazioni apportate dal DL 24 gennaio 2015, n. 3 (cd. investment compact).

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La legge 15 dicembre 2014, n. 186, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 292 del 17 dicembre 2014 (di seguito legge), recante “Disposizioni in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero nonché del potenziamento della lotta all’evasione fiscale. Disposizioni in materia di autoriciclaggio”, risponde alla necessità di promuovere, attraverso l’adozione di una procedura straordinaria, la collaborazione volontaria del contribuente per consentirgli di riparare alle infedeltà dichiarative passate e porre le basi per un futuro rapporto col Fisco basato sulla reciproca fiducia. In tale senso, infatti, la procedura delineata dalla legge, coerentemente con le linee tracciate dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), non è solo finalizzata a fornire al contribuente uno strumento che gli consenta di definire la propria posizione fiscale pregressa ma, escludendo l’anonimato ed essendo informata ai princìpi della spontaneità, della completezza e della veridicità, contiene misure effettivamente strumentali alla futura compliance da parte di coloro ai quali è destinata.

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Quando affidarsi ad un avvocato. Molti giovani imprenditori intenzionati ad avviare attività d’impresa mi chiedono qual è il momento migliore per affidarsi ad un avvocato. La risposta più ovvia e semplice è quella di paragonare l’avvocato al medico. Le persone – soprattutto di giovane età – hanno timore dei medici e della medicina in generale; tendono, pertanto, a respingere la possibilità di approfondire il proprio stato di salute. In realtà timori, paure, superficialità dovrebbero essere superati dalla saggezza. In entrambi i casi affidasi anticipatamente può essere doloroso e mediamente costoso, ma posticipare eccessivamente può essere mortale.

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L'impresa Innovativa. Startup e Venture Capital tra diritto e finanza

L’impresa innovativa. Startup e Venture Capital tra diritto e finanza: questioni di diritto dei contratti, commerciale, societario, della proprietà intellettuale applicate alle Startup ed al Venture Capital. 

A cura di SINGULANCE Studio Legale

Autore Massimiliano Caruso

Editore Singulab

Anno [previsto] 2016 | Edizione 1 |Pagine 999

Disponibile in: cartaceo [euro 124.80].

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Una delle più difficili convinzioni da vincere in tema di proprietà intellettuale è quella che il software non sia brevettabile.

A ben vedere, anche se può sembrare il contrario, le normative italiana ed europea (art. 52 EPC e 45 CPI) non escludono a priori la brevettabilità del software. E’ opportuno, infatti, scindere il software “as such”, non brevettabile, da quello “non as such”, il quale presentando carattere tecnico è certamente brevettabile. Il carattere tecnico, peraltro, non è garantito dal fatto che il software sia in grado di “dirigere” un hardware. E’ necessario, invece, che il software sia dotato di “further technical effect”, ossia di un effetto tecnico ulteriore: (i) esterno al computer sul quale è in esecuzione il software (si pensi ai programmi di controllo di processi/apparecchiature); (ii) proprio del software (si pensi ad un motore di ricerca). Ove, in altri termini, si vada al di là della normale interazione softwarehardware non può essere esclusa la brevettabilità del software.

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Nel prossimo decennio la lifescience diventerà uno dei settori portanti dell’industria. Il progresso tecnologico ivi correlato porterà a risultati strabilianti.

L’Italia solo di recente (nel 2010) ha introdotto una disciplina ad hoc in tema di brevettabilità delle biotecnologie.

L’invenzione è biotecnologica quando riferibile a tecniche che utilizzano organismi viventi, o loro parti, per realizzare o modificare prodotti, ovvero migliorare o modificare alcune, o tutte, le caratteristiche di piante o animali, per sviluppare microrganismi o organismi destinati ad usi specifici.

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Quello delle opere dell’architettura è un interessantissimo campo di applicazione del diritto d’autore (in primis) e della proprietà intellettuale (secondariamente).

Opere e progetti d’architettura, infatti, trovano sostanziale tutela nel diritto d’autore, sia in ambito nazionale (legge sul diritto d’autore) che internazionale (Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche). La creatività e l’originalità dell’opera, come ovvio, continuano ad essere elementi essenziali del diritto d’autore, a prescindere dall’ambito di applicazione. Limitando il campo d’osservazione all’architettura, si fa osservare come la nostra giurisprudenza sia tendenzialmente orientata a considerare mancante l’elemento della creatività nel caso in cui le forme architettoniche siano rese necessarie dalla funzione dell’opera da realizzare. In altri termini, le forme architettoniche, pur in mancanza di creatività assoluta, devono essere svincolate dalla soluzione tecnica di un problema, per poter essere coperte da diritto d’autore. Sono da ritenersi pienamente tutelabili, quindi, i progetti, non strettamente tecnico-ingegneristici (ma si veda quanto si dirà nel prosieguo), dotati di evidenti profili architettonici e urbanistici e di un minimo di creatività.

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Your team, your creativity and your hard work create the value. These legal documents won’t make your tech startup valuable; these legal documents will ensure that your team’s hard work doesn’t go to waste.

1. Corporate Charter

This is generally the first document in the life of a corporation, detailing the major components of a company such as its objectives, its structure and its planned operations. If the charter is approved by the state government, the company becomes the legal corporation that will hold the IP your team is developing. There’s nothing cool about this document, except that you authorize the amount of your corporation’s shares and set par value.

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Nel predisporre il testo contrattuale la prima scelta da compiere riguarda la legge applicabile (o, nel caso di depeçage, le leggi applicabili), la quale influenzerà nel concreto l’architettura contrattuale disegnata dal giurista. Allo scopo di evitare la stesura di clausole contrattuali potenzialmente in grado di condurre all’annullabilità (o peggio alla nullità) del contratto stesso, in quanto contrastanti con norme non pattiziamente derogabili, è opportuno individuare, scelta la legge applicabile al contratto, le norme imperative che la connotano. In assenza di pactum de lege utenda, la proper law sarà conseguenza dell’applicazione di convenzioni internazionali, come ad esempio la Convenzione di Roma, con la quale alcuni Paesi appartenenti all’Unione Europea hanno reso uniformi i criteri di scelta della legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (nei casi in cui è applicabile), o del ricorso alle discipline di diritto internazionale privato. Continue Reading

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